L`ultima cosa che abbiamo fatto io e Sfolli prima di salutarci e` stata guardare questo video.
Io le raccontavo che mentre Flavio faceva le linguacce mi veniva da ridere pensando a tutti quelli che vanno a fare i fighi con l`apple allo Starbucks, mentre io me ne stavo, invece, costobambinopazzo sul divanetto, inarrestabile.
E le raccontavo pure che dopo un po` che ridevo.. a un certo punto il mio sorriso si fosse trasformato in mezzo sorriso, poi...in preoccupazione.
Pensavo"Oh! ma non la smette piu. Sara` normale?"
E lei mi ha guardato, ha sorriso tranquillizzandomi sul suo stato di salute mentale e ha detto sibillina "Ha capito tutto"
Ecco, io non lo so proprio a cosa Sfolli si riferisse quel giorno.
Pero`, oggi, mi guardo e riguardo sto video e mi diverto.
Rido. Sto bene.
E non me ne frega piu niente di chi si vende per un po di celebrita`.
Non me ne frega piu niente di chi fa finta di non capire.
Non me ne frega piu niente di chi parla a vanvera (Vanvera, provincia di blogspot)
Il mese scorso, per sfuggire al caldo rovente, siamo andati ad annusare un po’ di verde in questo agriturismo.
Il posto era bellissimo, la finestra della camera affacciava sui monti sibillini ma il caldo, ahimé, ci ha seguiti fin lì.
Da quelle parti ci sono stata nel 74.
Avevo 4 anni ma ricordo bene la piana di Castelluccio, luogo incantato dove nascondersi tra fiordalisi giganti.
Ecco, son partita pensando alle foto di quella vacanza di tanti anni fa.
Un’altra me.
Eppure mi guardo e riconosco il sorriso esibito per la circostanza.
Mio padre che scatta dietro all’obiettivo.
Mio padre con cui ho litigato ancora 2 giorni fa al telefono.
Mio padre che non ha mai visto i 4 figli di mio fratello e che, difficilmente, conoscerà il mio.
I rapporti sono illogici a volte.
Certe persone hanno un talento nel deteriorare gli affetti.
La famiglia, non sempre, è un ambiente sano in cui crescere.
Anyway, tornare in quella famosa piana è stato emozionante.
Nonostante il caldo e il timore che Fla si beccasse un’insolazione.
Beh, pazienza.. non ho potuto confondermi tra i fiori come desideravo ma ho passato la maggior parte del tempo con Fla protetto in macchina con l’aria condizionata.
E col timer inserito, uscivo per qualche minuto a godermi il cerchio magico delle montagne.
Scattavo foto, giravo piccoli video, respiravo il rosso intenso dei papaveri.
Poi ho preso in braccio la piccola me e l’ho fatta salire con noi in macchina.
da vicino, siamo tutti un po' appassiti.
prove di natale
i miei maschietti
trattasi di altra escursione e altro rimedio per proteggere il pargolo dal sole
Dovrebbero fare un corso per riconoscere la diarrea del bambino.
Ho passato le ultime settimane con la testa dentro ai pannolini di Fla per analizzare la consistenza della sua massa fecale.
Vi avevo avvertito.. questo è un post di mErdA (i più sensibili e deboli di stomaco mettansi al riparo)
Dicevo..
D’accordo che sono una neo-mamma ma non mi si può dire “Signora, la cacca dei neonati è molle!”
Lo so anch’io che non è a forma di shuttle.
Se le dico che questa è liquida, mi deve credere.
Mi porti il pannolino.
O_o? Ecco magari le porto una foto…
Pare liquida, in effetti… ma sarà per qualcosa che ha mangiato!
Quante volte al giorno ha queste scariche?
Una, due.. a volte tre.
Eh nno! Devono essere almeno cinque!
ari O_o
Va bene, facciamo l’urinocoltura per escludere un’ infezione urinaria.
Dai risultati delle analisi risulta che Fla abbia l’escherichia coli.
Ma no non è possibile! Ci deve essere stata una contaminazione.
Ripeta l’esame e cambi laboratorio.
Nel nuovo laboratorio mi dicono che alle 200.000 colonie di escherichia se ne sono aggiunte altre 100.000.
A questo punto cambio pediatra poiché la mia diventa improvvisamente desaparecido.
E così mi prendo il secondo “Non è possibile! Ci deve essere stata una contaminazione.
L’ha lavato con l’euclorina prima di fare la raccolta delle urine?
No.. questo non me l’avevano detto.
E poi lo asciughi con delle garze sterili!
Va bene eseguo, che problema c’è, è così facile prendere le urine ad un neonato.
Basta lavarlo, asciugarlo, fare aderire la parte adesiva del raccoglitore ai testicoli e dire “Tesoro, fai la pipì”.
Entro 20minuti, al massimo mezzora lui la farà.
Ma se dopo mezzora non vedete ancora niente nel vostro sacchetto di silicone, staccate tutto e ricominciate da capo.
Se il pargolo urina entro la mezzora nel sacchetto ma fuori di esso fa altro, ricominciate da capo.
Ricominciate da capo.
Ricominciate da capo.
missione compiuta ( i risultati giovedì)
Tuttavia da domani dovrò interrompere l'allattamento al seno perché dalla mia urinocoltura e tampone uretrale sono risultata positiva al batterio ma guarda un po'? dell'escherichia coli.
Significa che dovrò assumere una bella dose massiccia di antibiotico per 10 lunghissimi giorni.
Tirarmi il latte, buttarlo.
Alzarmi di notte, preparare il biberon.
Tirarmi il latte, buttarlo.
E dopo 48 ore dall'ultima assunzione di ciproxin, sperare che tutto torni come prima.
Per il primo Kodomo no hi di Fla, ieri, abbiamo fissato il nostro koinobori alla carrozzina e siamo andati a festeggiare.
Come previsto eravamo gli unici in giro con la mitica carpa ma per noi che abbiamo nostalgia del Giappone era naturale tanto entusiasmo.
Per l’occasione siamo tornati nel nostro ristorante preferito, quello dove prima di rimanere incinta mi sfondavo di sushi.
Abbiamo prenotato calcolando l’orario in cui Fla avrebbe azionato la sirenadellafame così al primo ua ua imbarazzante ho aperto i rubinetti in modo da
1)non farci cacciare
2)mangiare tranquillamente
3) mantenere buoni rapporti con le persone sedute al tavolo accanto
prima lezione di bacchette
Eppoi abbiamo continuato il nostro viaggio per la città sognando che il nostro bambino, proprio come la sua carpa, sia capace di risalire i torrenti e le cascate nella vita.
Dedicato a tutti i bambini che nuotano nell’universo in attesa di nascere e a quelli mai nati
Quando ero incinta speravo di poter allattare al seno.
Leggevo libri, consultavo il web, andavo al corso preparto ma nonostante il pacchetto di consigli e nozioni tecniche raccimolate, la domanda che mi ronzava sempre era “Mi verrà il latte?”
Il nettare bramato si è affacciato sotto forma di colostro a poche ore dal parto, facendomi sgranare gli occhi dallo stupore come se fosse stato inviato da un’entità misteriosa.
Il piccolo Fla si attaccava senza troppi complimenti ma io pensavo che il dolore percepito fosse dovuto allo sforzo che lui era costretto a fare affinché il latte uscisse in quantità sufficienti.
Dopo due settimane, invece, ho capito che avevo partorito un cannibale e così mi sono rassegnata.
Confesso che tra una poppata e l’altra progettavo di chiudere i rubinetti, di riabilitare i capezzoli e passare al biberon.
Invece poi asciugavo le lacrime e cercavo di resistere applicando unguenti miracolosi dopo ogni lauto pasto.
Forse l’idea che,alla nascita, il bambino non sappia distinguere il proprio corpo da quello della madre mi ha fatto andare avanti.
La trovo un’immagine così tenera e allo stesso tempo drammatica.
La percezione che noi abbiamo del mondo, in fondo, anche da adulti può essere sbagliata.
Oggi va un po’ meglio.
Lui mi agguanta ancora come un roitweiller ma a volte è molto tranquillo.