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lunedì 18 giugno 2012

Estremi rimedi

sonaglino ikea e latte di mamma


Domani ultimo giorno di ciproxin e poi venerdì (a 48h dall’ultima assunzione) tenterò di ripristinare l’allattamento al seno.
Già, perché la situazione è peggiorata nel frattempo.

I primi giorni di sospensione ho sofferto di ingorghi mammari.
Usavo il tiralatte regolarmente ma il seno mi faceva male, era pieno di bozzi :-O
Impacchi caldi e massaggi erano l’unico modo per riuscire a svuotare il seno, per alleviare la sensazione di portarsi dietro (anzi davanti!) due blocchi di marmo.

La produzione di latte era considerevole se penso che raggiungevo facilmente i 130/140 ml a “poppata”.

La prima volta che mi sono tirata il latte mi dispiaceva così tanto buttarlo che l’ho assaggiato. 
Buono! Ero così entusiasta che avrei voluto lo provasse anche Daniele ma… non c’è stato niente da fare, non si è fatto convincere.

In seguito ho notato che il livello del latte scendeva sempre di più. La linea segnava 90, 60, poi 40 fino ad arrivare impietosamente a 20ml.
A niente serviva aumentare la pressione del tiraggio. Dopo pochi minuti non scendeva più latte. 
Stop, rubinetti sigillati. 

Ho pensato fosse un problema di dotti chiusi e così stimolando  il capezzolo (partendo dall’areola), ho imitato con le dita la suzione del neonato.
Funzionava. Con un po’ di fatica il flusso riprendeva a scendere.
Rincuorata sono tornata al tiralatte ma appena azionavo il medela si ribloccava tutto.

Dico la verità.. ho avuto momenti di sconforto, avevo paura che i giochi fossero finiti.. che avrei dovuto passare definitivamente al latte artificiale.

Ehi! Ragazze che avete dato o state dando il LA ai vostri bambini… sì, mi rivolgo proprio a voi!
Non pensate che io faccia distinzioni di qualità tra latte materno e latte artificiale. Lo so, lo so i vostri bambini sono cresciuti/stanno crescendo benissimo..

La questione per me è puro piacere ;)
Voglio dire che mi dispiacerebbe non poter più allattare per quella faccenda dell’ossitocina di cui parlava Sfolli.
Roba che due mesi fa..non la capivo proprio perché tra ragadi e dermatite da contatto, l’unica cosa che desiderassi era passare alle minestrine.
Invece poi, risolti tutti i problemi, avevo scoperto che allattare mi rilassava, mi faceva sbollire perfino la rabbia e dimenticare le incaxxature della giornata.

Per questo vorrei riprendere ma anche perché ogni volta che il latte nel biberon finisce, Fla piange.
Non è abituato a terminare il suo pasto così in fretta e si dispera.
Mi manca la sua faccia buffa, cotta di sonno per essersi stancato a ciucciare.

Da due giorni, sono passata in modalità vecchia fattoria e mi spremo dentro al lavandino.
La notte mi guardo allo specchio e non so perché penso a Paul Newman
Con quello strano sorriso. Sibillino.
Paul Newman col forcone in mano, sulla confezione dei biscotti che mangiavo a NY.
Poi vado a letto e dico chi me lo fa fare?

Ha ragione Clara V quando dice che ormai è ora di svezzarlo….

E’ che a volte mi piacerebbe fermare il tempo.
Guardare il mio bambino e fissarlo nella memoria.
Invece ogni giorno cambia, ogni giorno mi sembra un bambino diverso e non c’è tempo per fissare i ricordi.



sabato 14 aprile 2012

face to face




Quando ero incinta speravo di poter allattare al seno.
Leggevo libri, consultavo il web, andavo al corso preparto ma nonostante il pacchetto di consigli e nozioni tecniche raccimolate, la domanda che mi ronzava sempre era “Mi verrà il latte?”

Il nettare bramato si è affacciato sotto forma di colostro a poche ore dal parto, facendomi sgranare gli occhi dallo stupore come se fosse stato inviato da un’entità misteriosa.
Il piccolo Fla si attaccava senza troppi complimenti ma io pensavo che il dolore percepito fosse dovuto allo sforzo che lui era costretto a fare affinché il latte uscisse in quantità sufficienti.
Dopo due settimane, invece, ho capito che avevo partorito un cannibale e così mi sono rassegnata.

Confesso che tra una poppata e l’altra progettavo di chiudere i rubinetti, di riabilitare i capezzoli e passare al biberon.
Invece poi asciugavo le lacrime e cercavo di resistere applicando unguenti miracolosi dopo ogni lauto pasto.

Forse l’idea che,alla nascita, il bambino non sappia distinguere il proprio corpo da quello della madre mi ha fatto andare avanti.
La trovo un’immagine così tenera e allo stesso tempo drammatica.
La percezione che noi abbiamo del mondo, in fondo, anche da adulti può essere sbagliata.

Oggi va un po’ meglio.
Lui mi agguanta ancora come un roitweiller ma a volte è molto tranquillo.
Quasi meditativo.